È sempre più numeroso il numero di madri single, donne che per motivi vari scelgono la procreazione assistita per diventare madri.
In Spagna, la precedente Legge 35/1988 permetteva già trattamenti di procreazione assistita a qualsiasi donna, laddove nella sua Esposizione delle Motivazioni si indica che "... a partire dal rispetto dei diritti della donna a fondare la propria famiglia nei termini stabiliti dagli accordi e dai patti internazionali garanti dell'uguaglianza della donna, la Legge deve eliminare qualsiasi limite che possa minarne la volontà di procreazione e di costituzione della forma di famiglia secondo il suo criterio, liberamente e responsabilmente".
Nell'articolo 6 della vigente Legge 14/2006 sulle Tecniche di Procreazione Assistita si indica che: "Qualsiasi donna di età maggiore di 18 anni e in possesso della piena facoltà di operare, potrà essere ricettrice o utente delle tecniche regolamentate dalla presente Legge, premesso che abbia prestato il proprio consenso scritto al loro impiego in forma libera, cosciente ed espressa.
La donna potrà essere utente o ricettrice delle tecniche regolamentate dalla presente Legge indipendentemente dal suo stato civile e dal suo orientamento sessuale".
Nelle
cliniche IVI spagnole abbiamo realizzato fin dagli inizi
trattamenti di riproduzione assistita a donne single o donne omosessuali per aiutarle nel loro proposito di avere un figlio ed essere madri single.
Come primo passo si stabiliscono le possibilità reali di ciascun caso; a tale scopo ci serviamo di vari strumenti di diagnosi come l'ecografia, l'analisi ormonale e l'esplorazione delle tube mediante isterosalpingografia.
In funzione dei risultati e dell'età della paziente stabiliremo il trattamento più adeguato:
inseminazione intrauterina con sperma di donante (IAD),
fecondazione in vitro (FIV), donazione di 2 gameti, maschile e femminile, o transfer di pre-embrioni donati da altre coppie.
In questo modo l’indice di successo dipenderà dal trattamento di procreazione assistita realizzato che potrà oscillare, in termini generali, dal 20% nel caso di una inseminazione, fino al 70% nel caso di donazione di entrambi i gameti.
La selezione dei gameti più adeguata viene realizzata da un'équipe medica che opererà la scelta cercando la massima similitudine fenotipica e immunologica con la ricevente e, come indica la legge, in forma completamente anonima.