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Fecondazione in Vitro (FIV / ICSI)

La Fecondazione in Vitro (FIV) è l’unione dell’ovulo con lo spermatozoo nella provetta (in vitro), per ottenere un numero di embrioni da trasferire nell’utero materno.

 

Questa tecnica, sviluppata in un laboratorio di ultima generazione, si utilizza quando sono falliti i precedenti tentativi, come l’Inseminazione Artificiale. Inoltre, è la soluzione ai problemi di sterilità derivati dal fattore maschile e dal fattore tubarico (trombe di Falloppio ostruite), tra gli altri.

L’inseminazione degli ovociti si può realizzare mediante la tecnica FIV convenzionale o Iniezione Intracitoplasmatica degli Spermatozoi (ICSI), quest’ultima indicata in casi di fattore di sterilità maschile grave, insuccessi precedenti di fecondazione FIV, insuccessi di trattamenti precedenti di Inseminazione Artificiale o situazioni in cui disponiamo di un numero limitato di ovociti.

Il procedimento è composto da varie fasi:

-  Valutazione personalizzata della paziente. Nelle nostre cliniche offriamo una diagnosi personalizzata per trovare il miglior trattamento per ogni problema d’infertilità. Per questo esaminiamo i precedenti familiari dei nostri pazienti, la loro massa corporale, riserva ovarica, ecc…
 
-  Stimolazione ovarica. Questo procedimento è necessario per incrementare le possibilità di successo, poiché la donna, in modo naturale, produce solo un follicolo e, pertanto, un ovocito a ogni ciclo mestruale. Questo trattamento cerca di stimolare l’ovario affinché produca più ovociti di quanto farebbe naturalmente e, così, poter ottenere un numero maggiore di embrioni. Il trattamento dura dai 12 ai 20 giorni, in funzione del protocollo utilizzato e della velocità di risposta di ogni paziente. Durante lo stesso, si realizzerà una serie di ecografie (3 o 4) e si determinerà il livello di estradiolo nel sangue per verificare che la crescita e l’evoluzione dei follicoli siano normali.

-  Punzione follicolare. Quando attraverso un’ecografia riusciamo a verificare che i follicoli hanno raggiunto la grandezza adeguata e consideriamo che sia disponibile un numero adeguato di ovociti, programmiamo la punzione follicolare 36 ore dopo aver somministrato un’iniezione di hCG che provoca la maturazione finale degli ovociti. La punzione si realizza in sala operatoria e sotto anestesia, affinché la paziente non senta nessun fastidio durante l’intervento che dura più o meno 10-15 minuti.

- Inseminazione degli ovociti. Una volta che siamo entrati in possesso degli ovociti, grazie alla punzione follicolare, e degli spermatozoi, che normalmente si ottengono dalla raccolta di un campione di seme del partner maschile, si procede all’inseminazione degli ovuli. Questo processo si può realizzare con una FIV convenzionale, che consiste nel collocare nella piastra di coltura un ovocito circondato da spermatozoi, o con la ICSI, che consiste nell’introduzione di uno spermatozoo vivo dentro un ovocito mediante una punzione dello stesso con l’aiuto di una pipetta.

Coltivazione di embrioni in laboratorio. Gli embrioni ottenuti vengono osservati in laboratorio giorno dopo giorno e vengono classificati secondo la morfologia e la capacità di divisione. Alcuni embrioni possono arrivare a interrompere il proprio sviluppo e saranno scartati perché non utilizzabili.

-  Trasferimento embrionale. Consiste nell’introduzione nell’utero materno degli embrioni migliori tra quelli ottenuti in laboratorio, tramite una cannula specialmente disegnata per questo scopo. Il procedimento si realizza in sala operatoria anche se non è necessaria l’anestesia, essendo un processo rapido e indolore.

Vitrificazione degli embrioni restanti. Una volta realizzato il trasferimento embrionale, effettuiamo la vitrificazione degli embrioni di buona qualità restanti, che potranno essere trasferiti in un ciclo successivo senza la necessità di stimolazione ovarica. La nuova tecnica di congelamento rapido, o vitrificazione, che eseguiamo all’IVI assicura ottimi risultati, giacché essi non vengono danneggiati dalla stessa e il tasso di gestazione non cala (come succedeva con la congelazione lenta o convenzionale) con riferimento al tasso ottenuto con embrioni in fresco.

 Prova di gravidanza. Circa 2 settimane dopo il trasferimento embrionale, la paziente deve realizzare un test di beta-hCG nel sangue, per confermare se si è ottenuta la gravidanza e quantificare il livello di ormone della gravidanza nel sangue. Se la prova risultasse positiva, si dovrà eseguire un’ecografia vaginale una settimana dopo con l’obiettivo di visualizzare il sacco gestazionale.